La nostra storia è intrisa di alabastro

 

 

La Vena di Vino è un locale di Volterra.

Da 20 anni un luogo di amicizia e condivisone.

Oggi produttore di cinque alcolici unici nelle loro caratteristiche: Gin, Vermouth, Bitter, Amaro 21 e Albatro

gli “Spiriti del Bosco”

 

 

 

 

Bruno e Lucio de La Vena di Vino

Siamo Lucio e Bruno, classe 1967, amici letteralmente da una vita e da 20 anni insieme dietro al banco della  “Vena”.

La Vena è nata da un nostro sogno perché era il locale che desideravamo per Volterra e che ancora non c’era. 

In questi anni nelle cantine storiche si sono svolte degustazioni ma anche eventi culturali e musicali.

Con grande piacere siamo diventati il sicuro approdo per i molti viaggiatori che si fermano su consiglio di amici o di guide conosciute; tra le queste figurano Rick Steves, Le Routard, Rough GuidesLonely Planet, Osterie d’Italia, Muller Guide ed altre.

Siamo altrettanto felici di avere uno zoccolo duro di avventori locali che continuano l’epopea delle antiche osterie nella nostra città. Proprio come negli anni d’oro degli alabastrai che affollavano perennemente le mescite ed i bar per passare le serate e il tempo con leggerezza.

Da 20 anni ci impegniamo nel trasmettere al futuro la ricchezza del nostro passato e della sua territorialità.

 

La nostra è una storia di polvere d’alabastro e vento di tramontana.

E’ una storia che noi proteggiamo impegnandoci nel trasmettere calore, accoglienza e autenticità a chiunque abbiamo il privilegio di accogliere nella nostra bottega.

Questo era il cuore della vecchia tradizione alabastraia di Volterra, ed è il motore che continua ad orientare il nostro business oggi.

 

vermouth toscano la vena di vino

Perché “La Vena di Vino”

 La Vena di Vino ha un nome legato alla tradizione dell’alabastrai volterrani, quindi qualunque altra attività che troverete con quel nome, ha fatto un bel “copia incolla” per mancanza, poverini, d’idee.

La storia è la seguente: Nene di Mondo, alabastraio e il più grande bevitore che abbia avuto Volterra, si racconta che trovandosi nella sua bottega, sentì per l’aria un insistente profumo di vino. Si voltò e fra lo stupore vide che dal muro veniva fuori un rigagnolo di vino rosso.

E’ risaputo che in alcuni palazzi di Volterra medioevale gli scantinati, vasti quanto l’area del fabbricato, servivano agli antichi padroni per tenere in botti enormi la raccolta del vino e dell’olio. Il dirimpettaio, che non si fidava granchè dei nostri alabastrai, aveva sbarrato l’accesso con una porta murata a gesso nella parete di mattoni. Quel giorno era avvenuto che la cerchiatura di una di queste botti, forse logorata dalla ruggine, si era spezzata lasciando uscir fuori tutto il contenuto. Nene alla vista di quel rigagnolo rosso si gettò per terra e con la polvere di alabastro costruì una diga per immagazzinare quel liquido prezioso. Naturalmente si assicurò bene che si trattasse di vino vero e poi uscito fuori della bottega si mise a correre per via di Sotto gridando a perdifiato: Venite! Venite! Ho scoperto la vena! Gli alabastrai uscirono dai loro bugigattoli e di fronte a quella specie di furia si domandavano se per caso il loro amico non fosse uscito di senno. Quando però fra uno strambotto e l’altro si resero conto di quanto stava accadendo lo seguirono nella bottega pronti a gettarsi su quella manna benefica. Purtroppo però prima di loro era arrivato l’amico «Costoloni» e del laghetto di vino non c’era rimasto che la terra arrossata.

Erano ancora i tempi epici di Volterra e della sua tradizione.

E la determinazione nel preservare lo spirito originale che da sempre caratterizza la gente di Volterra è uno dei principali motori che guidano la nostra attività da quasi 20 anni.

Reggiseni

“Col SENO di poi” perché un’esposizione di reggiseni
l’idea di allestire una mostra di reggiseni ci è venuta parlando con Mister George Puskar, venuto dalla Florida per girare le nostre campagne in bici. Tra un bicchiere di vino e l’altro, ci raccontava come La Vena di Vino gli ricordasse, soprattutto per le sensazioni e l’atmosfera, il bar della sua infanzia in Pennsylvenia, gestito da un italiano detto “Chiodo”, che con fare affabile e simpatico cercava continuamente di convincere le clienti del locale a lasciargli il reggipetto che lui inesorabilmente attaccava al soffitto.

Così, quella che é nata come una esposizione temporanea nel 2005, si è trasformata in una tradizione permanente.

Quasi un rito di passaggio, che le avventrici continuano a regalarci, con simpatia e affetto.

donna vena di vino

Il Ponce: da Livorno a Volterra

Il ponce è una bevanda alcolica nata a Livorno tra il XVII e il XVIII secolo e derivata da un punch diffuso in città dalla comunità britannica.

All’inizio del XIX secolo il ponce era già amato da tutti a Volterra, nobiltà, operai, professionisti e alabastrai. Forse è stato a causa dei continui viaggi che sono stati intrapresi da uno dei porti di Livorno, per le imprese dell’Alabastro o perché la Volterra diventa molto fredda in inverno e l’anima e il corpo si scalda bene con il Ponce. Livorno per Volterra rappresentava oltre i viaggi e gli affari, anche i pranzi nelle taverne che proponevano pesce fresco pescato, il ponce ed i “casini” che erano stati chiusi a Volterra alla fine del ‘600. Il bordello di Madame Sitrì era una dei più lussuosi di Livorno e d’Italia … dove spesso alabastrai senza soldi e ragazzi avevano tentato di entrare senza successo!

Il cacciucco (una zuppa di pesce), la signora Sitrì e il Ponce … questa tra le tre peculiarità della città di Livorno poteva essere riprodotta in serie e ininterrottamente nella nostra città etrusca e così era ancora oggi.

La vena di Vino è il regno incontrastato di Ponce a Volterra. Provalo!

“Le Distillerie”

Il nostro collettivo

Il nostro imprescindibile partner culturale, Le Distillerie, è un collettivo della comunicazione, che scrive, fotografa, filma, registra, incontra, costruisce racconti crossover della realtà che ci circonda, della storia e delle storie proiettate nel presente. Attraverso i linguaggi della comunicazione distilla e produce progetti di idee liberi e indipendenti da qualsivoglia costrizione sociale e culturale.

Come il monello riprodotto nel simbolo si beffa dei detti limiti per concorrere alla costruzione di un pensiero e di una umanità nuova.

Vieni a trovarci

Via Don Giovanni Minzoni, 30, 56048, Volterra, (Pi), Italy

Aperto da Lunedì a Domenica

11.00am – 00.00am

 

Martedì chiuso

Contatti

0588/81491

+39 3409516519

info@lavenadivino.com

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