l'idea di allestire una mostra di reggiseni ci è venuta parlando con Mister George Puskar., venuto dalla Florida per girare le nostre campagne in bici.Tra un bicchiere di vino e l'altro, ci raccontava come La Vena di Vino li ricordasse, soprattutto per le sensazioni e l'atmosfera, "state of mind", il bar della sua infanzia in Pennsylvenia, gestito da un italiano detto "Chiodo", che con fare affabile e simpatico cercava continuamente di convincere le clienti del locale a lasciargli il reggipetto che lui inesorabilmente attaccava al soffitto.
Feticismo? Può essere, certo è che gli uomini ne vanno pazzi e le donne lo usano come arma impropria di seduzione. E' l'oggetto di desiderio degli uomini, perché ne contiene l'oggetto, il contenitore ha assorbito la proprietà evocativa del contenuto. per noi frequentatori di vinai, bettole e osterie del nuovo millennio è il mitico compagno della donna di oggi, depositaria di una gran varietà di seni: reali, fantastici, estetici, erotici, mediatici, medici, pubblicitari…o materni. Il mito di Artemisia di Efeso, rimane sorprendentemente attuale, questa dea onorata dagli antichi Greci, veniva rappresentata con il corpo ricoperto da una moltitudine di seni, simbolo di fecondità. Ed Artemisia è anche la pianta da cui è generato l'assenzio, liquore risorto dalle ceneri dei locali ottocenteschi, battelli ebbri e poeti maledetti.
Tra un ponce ed un assenzio, tra un bicchiere di vino e una grappa, che bello alzare la testa ed immaginare una volta celeste fatta di seni. Feticismo? Può essere……….

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