La Vena di Vino | Mangiare | Vino | Emporio | Musica | Storia dei reggiseno | Ponce | Links Find us on Facebook!

La Vena di Vino - Via Don Minzoni, 30 - 56048 Volterra - Italy

tel. +39 0588 81491 - email: info@lavenadivino.com

P.IVA - 01514910502

LA VENA DI VINO  è un'enoteca wine bar con antiche cantine dove è possibile bere al bicchiere e comprare una selezione autentica di etichette di vino toscano. Una sosta per pranzo, per cena o per spezzare la giornata vi permetterà di degustare i prodotti tipici locali e della toscana. Il locale si trova nel centro storico di Volterra, di fronte al museo etrusco Guarnacci. Degustazioni guidate per piccoli gruppi. Aperto 11.00 am - 1.00 am Chiuso il martedi

CONTATTI:  La Vena di Vino Via don minzoni 30 - 56048 volterra pi Phone 0039 0588 81491 info@lavenadivino.com

"Il libero godimento genera libere scelte"

 

La Vena di Vino è dedicata a chi ama assaporare la vita con proverbiale lentezza ed autentica passione. ricercare vini, cose e mangiari che rispettano la tradizione e la qualità. l'amore per volterra e la toscana, dove abbiamo le nostre radici e dove viviamo. La Vena di Vino nasce nel 2001 da un idea di Lucio e Bruno con il fondamentale apporto di Danilo Vanni, muratore, carpentiere, falegname, saldatore, regista, architetto (senza laurea), artista, designer , scenografo di cinema nella Berlino degli anni ’90 e gran bevitore, nella realizzazione dei locali che evocano lo spirito dell'osteria tra tromboni, fiaschi e curiosita' da bric-brac.Enoteca con mescita dove si continua a mangiare veri monumenti della tradizione delle fiaschetterie come la trippa ed i fegatelli. Le cantine ospitano una selezione di vini toscani di oltre duecento etichette e una sedia da dentista anni '70 è diventata una postazione karaoke molto b-movie. Negli anni e' diventato sicuro approdo per i molti viaggiatori che si fermano su consiglio tra gli altri di Rick Steves, le Routard, Rough Guides, Ch@twin Rizzoli, Osterie d'Italia, Muller guide e per un vero zoccolo duro di giovani dai diciotto agli ottant'anni che continuano l'epopea dell'osterie nella nostra citta', universitari, alabastrai, artisti e umanita’ varia si mescola e si ritrova, talvolta ballando e cantando, spesso bevendo e ridendo a passare le serate e il tempo con leggerezza.. come nel cartellone di un teatro che per l’ennesima volta mette in scena uno spettacolo mai uguale Acca, Dadino, Puledro, Formica e tutti gli altri che in ordine di “non“ comparizione se la prenderanno..sono attori e spettatori della vita da bar..nel tempo e' diventato fondamentale l'apporto di Camilla, che volteggia nell'aria tra bicchieri e bancone come se volasse...anche se... non ce ne vogliano, le vere star del locale sono i reggiseni attaccati al soffitto, collezione superfotografata sempre aggiornata a cura di Sancio, il nostro direttore artistico. la musica ha veramente un'anima, sempre selezionata e mai scontata quella che arriva dalle casse dislocate in tutto il locale ed anche sulla strada che da sui tavoli esterni, una chitarra è sempre a disposizione.

I MANGIARI

il miglior modo per conoscere Volterra è viverlo nella sua quotidianità, respirare l’atmosfera di un podere di campagna, attraversare vicoli e piazzette medievali con occhio  attento …perché oltre alle zone supertrafficate e turistiche  c’è sempre una bottega che ti aspetta con dentro tutta la passione e la vita di chi.. tutti i giorni apre la porta a voi viaggiatori..noi che qui ci viviamo.. e abbiamo scelto di rimanerci, proviamo a consigliarvi le nostre esperienze che affondano le radici nel passato..per guardare ad un futuro..sostenibile. I piatti che proponiamo vengono dalla tradizione delle osterie e dalle fiaschetterie ottocentesche, che tra polvere d’alabastro e carri trainati da “ciuchi” ci hanno tramandato usi enogastronomici che spesso affondano le sue radici nella Lucumonia etrusca e che guardano al presente con lo sguardo disincantato ..di chi ogni giorno ci fa compagnia…insieme a voi viaggiatori.. 

Nell’arco dell’anno è possibile degustare:  la zuppa volterrana, la zuppa di farro, la pappa al pomodoro, la panzanella, la trippa alla volterrana, i fegatelli di maiale coi ceci, gli sformati di verdure, i pecorini volterrani, l’acciughe sotto zenzero, l’aringa coi fagioli, il baccellone col pomodori, i crostini ai fegatini, l’olio volterrano, il cinghiale, il muscolo di cinta senese, lo storno e il colombaccio, il piccione al tartufo, la testina di vitello, la lingua in salsa verde, la soprassata, il buristio, il mallegato, la salsiccia fresca, il salame,la finocchiona, il lonzino, il capocollo, il prosciutto di nostrale, le salsicce di cinghiale,  il lardo di colonnata, le crostate, i cantuccini, la ricotta al forno col miele.Ma non chiedeteci tutto insieme…così sarete costretti a tornare!!! E poi…..

Il sole, la terra e la nostra luna….

Possono  far cambiare la selezione delle nostre proposte

E’ possibile mangiare durante tutto l’orario d’apertura

E’ possibile prenotare degustazioni enogastronomiche per piccoli gruppi prenotando in anticipo

CIOTTOLI CALDI – BOWLS

ZUPPA VOLTERRANA (LOCAL SOUP)                                               € 6,00

PAPPA AL POMODORO( TUSCAN TOMATOES SOUP)                        € 6,00

ZUPPA DI FARRO (SPELT SOUP )                                                     € 7,00

PECORINO FUSO(WARMS PECORINO)                                               € 7,00

TRIPPA AL POMODORO(TRIPE IN TOMATO SAUCE)                          € 9,00

FEGATELLO COI FAGIOLI(CHOPPED PORK LIVER BALL & BEANS)      € 9,00

SALUMI E FORMAGGI  - CHEESE AND COLD CUT MEATS

CACIO E AFFETTATO (CHEESE AND COLD CUTS)                              € 11,00

IL CACIO DI VOLTERRA (CHEESES FROM VOLTERRA)                        € 10,00

IL PIATTO DEL NORCINO (SELECTION OF BUTCHERS BLOCK)             €13,00

CHICCHI - TREATS

PANE VINO E ZUCCHERO (BREAD,WINE&SUGAR)                              € 3,00

CANTUCCINI E VINSANTO (ALMOND BISCUIT & SWEET WINE)           € 5,00                                                               

MENU’ CLASSICO 

CACIO E AFFETTATO UN BICCHIER DI VINO

CHEESE & COLD CUTS & 1 GLASS OF WINE                                                           € 12,00                                                                     

MENU’ BERIGNONE                                   

PIATTO DEL NORCINO E BICCHIER DI VINO                                                

TRADITIONAL SELECTION OF COLD CUTS, CHEESE  & 1 GLASS OF WINE             € 14,00                                                                    

MENU’ VEGETARIANO

ZUPPA &FORMAGGI E BICCHIER DI VINO                   

LOCAL VEGETABLES & BREAD SOUP, CHESEE & 1 GLASS OF WINE                        € 13,00

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IL PONCE

STORIA UFFICIALE

Il ponce (popolarmente detto anche "torpedine") è una bevanda alcolica nata a Livorno tra i secoli XVII e XVIII e derivata dal punch, diffuso in città dalla numerosa comunità britannica. La composizione originale del punch inglese (a sua volta versione meno rozza del grog) prevedeva cinque ingredienti (da cui il nome, derivato dal termine della lingua hindi panca o pancha, "pugno" o "cinque"): tè, zucchero, cannella, limone e acquavite (oppure acqua bollente, succo di limone, rum delle Antille, spirito di noce moscata e arak, un distillato di vino di riso originario dell'Indonesia). Il ponce livornese nacque sostituendo al tè o all'acqua bollente il caffè concentrato, mentre al posto del rum delle Antille (che mal si accorda con il sapore del caffè forte) fu usato il cosiddetto "rum fantasia" (localmente detto anche rumme), un'invenzione locale costituita da alcol, zucchero e caramello di colore scuro, a volte aromatizzato con un'essenza di rum (ricetta originale del rag. Gastone Biondi della ditta Vittori). Ai giorni nostri, la preparazione del ponce, come comunemente si può osservare nei bar di Livorno e delle zone limitrofe, avviene così: si utilizza un tipico bicchierino di vetro piuttosto spesso (localmente detto "il gottino"), leggermente più grande di quello che normalmente si usa per il caffè; si dosa lo zucchero e si aggiunge una scorza di limone (denominata "vela"); si versa il "rumme": nella ricetta del ponce si può usare questo liquore da solo, un mix di "rumme e cognac" o "rumme e sassolino": il giusto dosaggio del liquore si ottiene usando come riferimento il bordo superiore dei semicerchi che si trovano alla base del bicchiere. Quindi, con il beccuccio del vapore della macchina espresso, si porta la mistura ad ebollizione e, prontamente, si colma il bicchiere con un buon caffè ristretto.
Il ponce deve essere bevuto caldo bollente, dopo una rapida mescolata dello zucchero che non si fosse ancora disciolto.

IL PONCE A VOLTERRA

Già dall’Ottocento a Volterra il ponce era amato un po’ da tutti, signorotti, operai, alabastri e professionisti. Sarà per i continui viaggi che venivano intrapresi alla volta del porto di Livorno, per i commerci dell’alabastro, sarà che l’inverno a Volterra è particolarmente freddo e il ponce riscalda l’anima e il corpo. Livorno per i Volterrani oltre che viaggi e affari rappresentevava anche le mangiate nelle taverne che proponevano il pesce pescato fresco, il poncino e…i casini.. le case di tolleranza… che a Volterra erano state chiuse alla fine del ‘600. Erano così ben frequentati dai nostri concittadini che tutt’oggi alcuni anziani continuano ad imprecare così: “Accidenta a quel budello della Sitrì!”. La Casa di Madam Sitrì era una delle più lussuose di Livorno e d’Italia..quante volte squattrinati alabastrai e ragazzacci avevano provato ad entrare e quante volte non gli era riuscito!!! Da qui lì originale imprecazione!! Il cacciucco, la Sitrì e il ponce…quest’ultimo tra le tre pecularietà della città labronica…poteva essere riprodotto in serie e di continuo nella città etrusca…e così è stato fino ad oggi. La Vena di vino, incontrastato regno dei poncini a Volterra propone l’originale Vittori, il Morelli imbottigliato con la nostra etichetta in un mix che mette così d’accordo le due parti concorrenti. Provatelo!!!

Beviti meno ponci bada come ti conci!

I VINI

"Vinai del terzo millennio.. la nostra filosofia"

Crediamo che il vino non sia una bevanda come tante altre. In un'epoca in cui prevale la tendenza ossessiva ad uniformare ed ordinare qualsiasi cosa in rassicuranti gerarchie, il vino ci appare invece sfuggire, ribellarsi per la sua stessa natura a questa possibilità. Il problema del vino non è tanto o solo quello di essere classificato secondo parametri quantitativi quanto quello di essere riconosciuto e descritto per le sue diverse caratteristiche. In altri termini, il nostro desiderio è quello di riuscire a comunicare al lettore le emozioni che un vino ci suscita, più che darne una apodittica valutazione in centesimi, uno strumento certo utile ma che a volte ci sembra davvero troppo semplicistico.
Le schede di valutazione, che mettono ampiamente in evidenza le differenze qualitative tra i vari vini esaminati, sono per noi uno strumento di comunicazione delle nostre sensazioni più efficace di un punteggio o di un simbolo che finisce inevitabilmente per appiattire il giudizio del lettore, per creare una gerarchia netta che nella realtà invece molto più sfumata. Il vino è mutevole, in trasformazione nel tempo e nel luogo. Ogni appassionato ha provato l'esperienza di assaggiare due bottiglie diverse di uno stesso grande vino; e non è tanto importante stabilire con certezza in cosa consistesse questa diversità - il luogo, il tempo, la temperatura, il contesto stesso dell'assaggio. Ciò che conta è il fatto che le sensazioni che offre una grande bottiglia sono spesso irripetibili, ed in questo, forse, risiede parte del mistero del vino, che per noi rappresenta oggi una delle ultime espressioni davvero vive e vitali della varietà.

Il manifesto di Phortos

L’aumento sconsiderato di nuove proposte, l’appiattimento e l’omologazione del gusto dei vini, l’uso sempre più accentuato della chimica in cantina, c’induce ad una maggiore rigorosità nella scelta delle etichette, portandoci a diminuire i vini presenti nella nostra carta, favorendo i vignaioli che lavorano con la giusta passione e a selezionare vini d’indubbio carattere e personalità.

Bruno e Lucio

la lista dei vini è in evoluzione
mandate una e-mail a info@lavenadivino.com
o telefonateci 0588 -81491
spediamo ovunque con mail boxes

La musica a La Vena Di Vino è nell’aria..e si respira…è selezionata da noi. In questi anni è sempre più frequente entrare in un locale e trovare “l’erogazione” della musica come fosse acqua o gas, accendi e sgorga da canali precostituiti, sgorgano suoni, belli o brutti..ma imposti da quel network piuttosto che da quella catena di radio..noi la musica la cerchiamo..la corteggiamo e fieri la prendiamo a braccetto..insieme a voi. Ci piace molto mescolare gli stili, non ci piace catalogare..in ogni stile c’è musica bella e brutta.. così ogni epoca ha le sue note senza tempo..la musica cambia..musica da caffè per svegliarsi..da abbinare alle nostre proposte gastronomiche per pranzo e per cena..e musica per i ritmi della sera..nelle cantine ci sono due chitarre e la nostra sedia da dentista anni settanta..”incredibile karaoke machine”, sulla pedana con la stagione del sole e all’interno per la stagione delle piogge..la musica è dal vivo.

Così..spesso chiedete..chi ero quello che ho sentito prima? È possibile sia..: Vinicio capossela, Bobo Rondelli, Fabrizio De Andrè, BandaBardò, Roy Paci, Daniele Silvestri, Tom Waits, Tonino Carotone, Manu Chao, Los Autenticos Decadentes, Carlos Gardel. Les Anarchistes, Fred Buscaglione, Adriano Celentano, Renato Carosone, Gogol Bordello, Quartiere Tamburi, Figli di Madre Ignota, Bob Marley...

LA MUSICA DELLA HOME PAGE CI E' STATA AMICHEVOLMENTE CONCESSA DA:

QUARTIERE TAMBURI

IL TITOLO DEL BRANO E' LOSNA

scarica il nuovo CD "LOSNA" da iTunes itunes

QUARTIERE TAMBURI: Ensemble ritmico nato nel 2000, ideato e diretto da Marzio Del Testa in collaborazione con l\' Accademia della Musica Città di Volterra. Il sound del gruppo è un intreccio di primordialità tribale e modernità frenetica, come in un rituale di suoni e rumori generato dalla giungla d\'asfalto. Ha all\' attivo un CD omonimo prodotto dall\' Accademia della Musica Città di Volterra ed ha partecipato a vari festival suonando in piazze e teatri (Praga (CZ), Wunsiedel (D), Mende (FR), Festival VolterraTeatro,Teatro P.Flacco e Piazza dei Priori a Volterra, Corso Italia a Pisa ecc... Marzio Del Testa batteria e electronics - Riccardo Chiti timpano - Iago Bruchi rullante - Alessandro Gangitano timpano - Leo Pecorini rullante - Sebastiano Greppi timpano.

 storia del reggiseno

La sua è una storia molto vecchia: dall’”apodesmo” dei Greci che serviva a contenere le mammelle delle atlete durante le prove sportive al “mammillare” Etrusco-romano fatto come una fascia comprimi petto. Presto persero in valenza pratica per trasformarsi in oggetti seduttivi, Marziale parla dello “strophium” usato dalle cortigiane come “una trappola a cui nessun uomo può sfuggire, esca che riaccende di continuo l’amorosa fiamma”.

Nel 1200 è il turno del “pelicon”, un corpetto maliziosamente foderato di pelliccia che scandalizza i bempensanti, fra questi anche Dante urla lo sdegno: “le sfacciate donne fiorentine che van mostrando con le poppe il petto”.

A partire dal 1600 comincia a prendere forma un nuovo strumento di tortura: il corsetto, che avrà il suo momento d’oro due secoli più tardi. Simile ad una corazza è fabbricato con stecche di balena che donano un vitino da vespa e seni alti, ma che provocano gravi malformazioni ossee. Finalmente nel 1914, Mary Jacobs, eccentrica signora americana, per indossare un abito trasparente, cuce insieme due fazzoletti e del nastro, inventando così il primo reggiseno moderno. Dopo essere finito nei roghi delle femministe negli anni settanta, oggi è un oggetto indispensabile: push-up, ginnico od a aria, all’olio di glicerina, c’è l’imbarazzo della scelta: una marca londinese ha ideato un modello ripieno di whisky con tanto di cannuccia, c’è il reggiseno anti-stupro che grazie ad un chip registra l’accellerazione del battito cardiaco emettendo poi un’allarme. In Australia hanno creato un reggiseno intelligente che si espande e si contrae secondo i movimenti della persona e per le fanatiche del sesso sicuro c’è il reggiseno con taschino porta-preservativo.

 “Col SENO di poi……..”

esposizione di reggiseni

l’idea di allestire una mostra di reggiseni ci è venuta parlando con Mister George Puskar., venuto dalla Florida per girare le nostre campagne in bici.Tra un bicchiere di vino e l’altro, ci raccontava come La Vena di Vino li ricordasse, soprattutto per le sensazioni e l’atmosfera, “state of mind”, il bar della sua infanzia in Pennsylvenia, gestito da un italiano detto “Chiodo”, che con fare affabile e simpatico cercava continuamente di convincere le clienti del locale a lasciargli il reggipetto che lui inesorabilmente attaccava al soffitto. Feticismo? Può essere, certo è che gli uomini ne vanno pazzi e le donne lo usano come arma impropria di seduzione. E’ l’oggetto di desiderio degli uomini, perché ne contiene l’oggetto, il contenitore ha assorbito la proprietà evocativa del contenuto. per noi frequentatori di vinai, bettole e osterie del nuovo millennio è il mitico compagno della donna di oggi, depositaria di una gran varietà di seni: reali, fantastici, estetici, erotici, mediatici, medici, pubblicitari…o materni. Il mito di Artemisia di Efeso, rimane sorprendentemente attuale, questa dea onorata dagli antichi Greci, veniva rappresentata con il corpo ricoperto da una moltitudine di seni, simbolo di fecondità. Ed Artemisia è anche la pianta da cui è generato l’assenzio, liquore risorto dalle ceneri dei locali ottocenteschi, battelli ebbri e poeti maledetti. Tra un ponce ed un assenzio, tra un bicchiere di vino e una grappa,  che bello alzare la testa ed immaginare una volta celeste fatta di seni. Feticismo? Può essere……….

A La Vena di Vino potete trovare magliette, mozziconi di sigaro del "Biondo", curiosità, bottiglie da seltz, liquori vintage, selle di "ciuco", grammofoni, proposte musicali, gastronomiche, enoletterarie , curiosità, bric brac. Non esitate a chiedere il prezzo di qualunque cosa del locale, volete il bancone o una sedia da dentista? Se riuscite a portarli via...